Luce su Lucy: Il Mito del 10%

Ogni tanto si sente parlare di incidenti stradali presumibilmente causati da manifesti pubblicitari tanto provocanti da distrarre gli automobilisti. Ieri ho provato io stesso questa esperienza anche se non ero in macchina ma in bici e il poster in questione non mostrava il culo di Rihanna o il pacco di Bob Sinclar, ma il viso di Scarlett Johansson. Badate, mi piace Scarlett, ma non al punto da cadere dalla bicicletta. Quel che aveva attirato la mia attenzione facendomi andare fuori strada era una locandina del nuovo film di Luc Besson, Lucy, su cui campeggiava questa scritta: Una persona in media usa il 10% della sua capacità cerebrale. Oggi lei arriverà al 100%. 
BAM. Finisco contro un palo.

Lucy Movie New Film Poster 2014

Questa del cervello che lavora al 10% della sua potenza è una leggenda famosa quasi al pari della personalizzazione degli emisferi cerebrali, e, direi, ancora più stupida. Il mito sugli emisferi antagonisti è frutto di un generalizzazione guidata dal desiderio di semplicità, che seleziona pesantemente le evidenze scientifiche forzandole in un gradevole quadretto, ma almeno è chiara nelle sue pretese (qui per approfondire). La sparata sul 10% è più difficile da affrontare perché significa tutto e niente, ed è facile svicolare l’evidenza quando si può cambiare il senso delle proprie affermazioni a differenza di cosa ci si trova davanti. Per cui procederò individuando i possibili significati e rispondendovi man mano.

1) Usiamo solo il 10% del cervello, il resto è sempre inattivo, dormiente. L’interpretazione classica della bufala vorrebbe che la maggior parte del cervello umano fosse inutilizzata, spenta, con solo il 10% percorso da fluidi, scosse, sensazioni e pensieri. Oggi sostenere questo sarebbe come dire che la terra è piatta: come abbiamo fotografie del nostro sferico pianeta scattate dallo spazio ugualmente abbiamo fotografie del cervello in piena attività che mostrano pattern luminosi sfarfallare ora qui ora lì sulla nostra corteccia. Ma non è tutto qui. Da più di due secoli medici e neurologi classificano le lesioni cerebrali in base all’effetto che esse hanno sul comportamento e come sarebbero riusciti a farlo se se la maggior parte del cervello fosse inerte e ogni danno non causasse un importante effetto sul paziente? E poi… quale dovrebbe essere il significato evolutivo di un 90% cervello disfunzionale, che oltre ad occupare spazio non combina altro? Una grande testa, necessaria ad ospitare un grande cervello, complica non poco il procedimento del parto, aumentando la mortalità materna e di conseguenza quella infantile: non si può evolvere una componente anatomica che non porta benefici ma solo potenziali problemi! La verità è che chi crede ancora in questa interpretazione del mito (e anche nelle altre in realtà) vede nella mente dell’uomo qualcosa di miracoloso, comparso dal nulla e per questo ipoteticamente capace di destarsi diventando magica e superiore. Il risveglio del cervello dormiente come l’avvento del superuomo o del divino. Stronzate.

2) In un dato momento solo il 10% del cervello è attivo, anche se non sempre lo stesso, e nel caso questa percentuale venisse aumentata aumenterebbero anche le prestazioni generali. Questa è l’interpretazione più diffusa. La prima parte sembrerebbe ragionevole, la seconda boh, ma potrebbe essere, no? No. Tanto per cominciare la porzione inferiore del cervello, che possiamo far coincidere con mesencefalo e romboencefalo, è sempre attiva e svolge mansioni di routine abbastanza importanti senza le quali non potremmo vivere (gestione del battito del cuore, dei cicli circadiani, della sudorazione, dello smistamento sensoriale). Più in alto, nel proencefalo, abbiamo i centri sensoriali superiori, un sistema che si occupa delle ricompense, uno delle emozioni, uno della memoria, e alla fine cortecce che associano, completano, muovono veti, percepiscono il tempo, eccetera. La maggior parte di queste strutture è sempre attiva, lo sfarfallare che vediamo sullo schermo della risonanza magnetica funzionale è dovuto all’aumento del flusso sanguigno nelle aree più impegnate ma questo non significa che le altre non siano all’opera. Lo sono, non possono che esserlo. L’attività cerebrale genera segnali che si propagano in ogni direzione: alcuni hanno un cammino facilitato a causa della salienza per l’organismo e dell’aderenza con il substrato neurale, altri si disperdono senza causare nessuna nuova cascata di scariche, altri ancora entrano in loop o si estinguono a causa dell’attivazione collaterale di sinapsi inibitorie. In realtà, addirittura, la maggior parte dei neuroni corticali scarica spontaneamente di tanto in tanto, solo che non trovando la sinapsi successiva pronta a ricevere il segnale tutto si estingue lì. Cosa succederebbe se improvvisamente ogni singola scarica accidentale nel mio cervello si tramutasse in un treno inarrestabile di attivazioni consecutive? Inventerei il teletrasporto? Riuscirei a leggere un libro in 10 minuti? Percepirei Dio? No, no, forse. Starei avendo una crisi epilettica, che nella maggior parte dei casi causerebbe solo spasmi incontrollati ma se localizzata in certe parti della corteccia temporale potrebbe indurre esperienze extracorporee. Un cervello iperattivato non è un cervello migliore, è solo un cervello disfunzionale, esattamente come un cuore iperattivato non è un supercuore ma un cuore tachicardico.

3) Utilizziamo il cervello solo al 10% delle sue potenzialità, potremmo fare meglio, arrivando a decuplicare le nostre capacità cognitive ed emotive. Questa è forse l’interpretazione più odiosa, più appiccicosa, più insolente. È del tipo: tu non puoi dimostrare che non sia così. Film come Lucy o Limitless si basano su questa idea romantica che in qualche modo sia possibile incrementare le abilità del cervello (brain capacity) di 10 volte. I protagonisti diventano in questo modo superattenti e superintelligenti, dotati di una memoria sconfinata e capaci di fare associazioni e ragionamenti fuori dalla portata dei mortali. Si tratta di fantascienza, va bene, non ha senso mettersi a fare troppe storie sulla plausibilità della cosa, ma pensare a questi film ci può aiutare ad affrontare quest’ultima pretesa.
Intanto, noi persone siamo tutte sullo stesso piano quanto a brain capacity? Se sosteniamo che tutti abbiamo le medesime potenzialità mentali qui siamo nel giusto (siano esse 10 o 100), ma nella realtà attuale, non potenziale, è così? Un bambino sicuramente è meno capace di un adulto laureato, qualsiasi cosa questo voglia significare. Ma… un paraplegico? Un malato di mente? Un individuo non istruito? Un fanatico religioso? Un NEET? Un anziano? Avanti mettete in ordine queste categorie di persone… Non si può dire chi è più e chi è meno capace nonostante sia evidente che ci siano differenze quantitative. Sicuramente nella storia dell’umanità sono esistite persone geniali, immense nel loro campo di studi o in grado di contribuire a tutti quanti, ma allo stesso tempo ne sono esistite molte di più atletiche, più scaltre o in grado di ricordare meglio eventi passati. Ciò che ci rende più o meno bravi in qualcosa è l’allocazione delle risorse a nostra disposizione: memoria, attenzione, concentrazione, tempo – il tempo è fondamentale perchè permette di allenarsi e studiare. Alcune menti prodigiose sono state in grado di trovare scorciatoie per riuscire a fare più cose o farle meglio, ma questo rimane comunque solo un discorso di allocazione delle risorse, diciamo di ottimizzazione. Potremmo mirare a quello, potremmo mirare anche a qualcosa di più nel momento in cui la nostra tecnologia ce lo permetterà – un incremento della memoria o della possibilità di concentrazione aumenterebbe senza dubbio le nostre potenzialità – ma ora facciamo il meglio che possiamo con quello che abbiamo. Quando ci concentriamo su un problema che attiene alle nostre capacità stiamo davvero dando il 100% e non il 10%.

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4 risposte a “Luce su Lucy: Il Mito del 10%

  1. Pultroppo (o per fortuna) non ho ancora avuto modo di vedere il film, ma di certo le premesse non fanno ben sperare, al di là della bella Scarlet! Rimango sempre dell’idea che questi “psico-miti”, per citare un bel libro, abbiano il solo ed unico scopo di dare senso ai centinaia di migliaia di manuali di auto-aiuto sul “potenzia te stesso”, e cose simili. Comunque bell’articolo!

  2. La tua osservazione è altrettanto studiata e articolata quanto la bufala dell’utilizzo del 10% del nostro cervello!!!
    Non dico che è sbagliato quello che dici.. ma è il modo in cui lo dici che risulta sbagliata la critica! come d’altronde risulta sbagliata l’affermazione fatta nel poster del film! alla fine è una mera questione di retorica!
    Parliamo di scienza ora: Non esistono parti morte nel nostro cervello.. non esiste un quantitativo di sinapsi che non utilizziamo! e basta vedere i nuovi studi di neuro immagine per capirne la veridicità. Film come limitless e lucy giocano su questa affermazione, ma solo allo scopo di rendere il tutto romanzato e accessibile ad un target di persone molto ampio! e su questo credo che tu ne convenga! Questa affermazione non ci esula però dal pensare che le nostre capacità sono limitate tenendo conto delle capacità! un po come un PC .. posso avere anche un i7 con la ultima scheda grafica della GeForce.. ma se gioco ad arkanoid .. utilizzerò solo l 1% della potenza del mio pc! ed è qui che cade il tuo errore!! giocando ad arkanoid tutto il pc si attiva… non esiste una parte inattiva!! stesso discorso per il nostro cervello!!! NOI LO USIAMO TUTTO… ma potremmo fare molto di piu! e una questione di quantita di dati elaborati! di quanti neuroni elaborano! capito la differenza??? quest’è ! niente di piu! (utilizzo la parola “niente di piu” per cercare di rimanere il tutto in un discorso semplice e chiaro, non mi basterebbe l’intero blog per spiegare il tutto!! ) comunque nel film è spiegato molto bene con l’esempio dei delfini! è un fatto evolutivo tutto qui! per vivere qui non abbiamo bisogno di grandi sforzi mentali! quindi … rimarremo cosi!

  3. Ah! Stavo cadendo dal divano anche io quando ho visto la pubblicità in TV. Me ne sono uscita con un più elegante “che cazzata”. 😀
    Ormai stiamo raschiando il fondo della fantascienza soft. Meno male che poi ci sono i videogiochi come Mass Effect che fanno un po’ risalire la qualità della fantascienza odierna. -.-

  4. @Andrea
    Libri di auto aiuto sì. O anche, banalmente, molte persone adorano sentirsi limitate perchè così hanno una scusa per la loro pigrizia mentale. E poi ci sono sistemi di pensiero che adorano queste profezie sul cervello che si desta… più new age di così?

    @Rosario
    La risposta alla maggior quel che dici è già nell’articolo… un cervello in cui si attivano tutti i neuroni contemporaneamente è un cervello che sta avendo una crisi epilettica e nulla più, non macina più informazioni, non permette di fare cose incredibili.
    In più ti posso dire che l’intelligenza viene spesso identificata con l’abilità di semplificare la complessità dell’ambiente in maniera saliente, utile.. Significa che l’informazione in entrata deve essere selezionata e raggruppata, non certo moltiplicata. Ad esempio io osservo molti modi diversi in cui una pietra rotola, capisco che sono in gioco un certo numero di forze e arrivo a prevederne il modo: molti casi si trasformano in una legge, avviene una generalizzazione mediata dall’intelligenza, con meno informazione ma più utile. Aumentare qualcosa nel cervello non aiuterebbe queste operazioni anzi le renderebbe solo più difficili. Quel che conta è la qualità delle connessioni (forma neuronale e pesi sinaptici) non la quantità.
    Ma in un certo senso hai ragione, è davvero possibile migliorare la nostra capacità cerebrale, anche se non di un mero fattore dieci. Basterebbe sostituire ogni neurone con un equivalente meccanico in grado di comportarsi esattamente come lui ma di trasmettere corrente più velocemente. Le reazioni elettrochimiche alla base della scarica neuronale sono molto più lente della normale corrente elettrica e aumentarne la velocità con mezzi artificiali ci consentirebbe di pensare migliaia di volte più veloce – et voilà ecco a voi l’incremento di brain capacity tanto sbandierato. Mi piacerebbe vedere un film su questo una buona volta!

    @Garth
    La fantascienza gonza va anche bene, alla fine dei conti. Di certo nessuno si è incazzato perchè in Iron Sky i nazisti non avrebbero tecnicamente potuto colonizzare la Luna. E’ una zarrata, fa sghignazzare, ok.
    Il problema è quanto film come Lucy si atteggiano e la sparano grossa come se stessero parlando effettivamente di scienza. Si tratta quasi di disinformazione. Infatti ecco che arriva qualcuno a citare scene del film a sostegno delle proprie tesi, cvd.
    Se ti piace l’hard sci-fi ti consiglio un sacco Planetes, se non l’hai già visto. E’ un anime, ma dal tuo avatar sembra che gradisci. Parla di raccoglitori di detriti spaziali, inizia come slice of life molto tenero e termina come space opera, circa. Bellissimo!

    Grazie a tutti per i contributi in ogni caso 🙂

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