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Friedrich Hayek coniò il termine catallassi per designare “l’ordine prodotto dal reciproco adattamento di molte economie individuali all’interno di un unico mercato”, con il proposito di introdurre il concetto di complessità in una disciplina, l’economia, divenuta a parer suo inadatta a rappresentare la brulicante interazione in grado di generale spontaneamente mercato. La catallassi è un esempio di realtà bottom-up (o bubble up), che si propaga dal basso verso l’alto, senza che vi sia una pianificazione, un fine o una direzione. Questo modello è dello stesso genere di quello che ha guidato prima l’evoluzione biologica, poi quella culturale, che ha permesso l’accumularsi dell’informazione dentro e fuori il nostro cervello e che ha generato ordine a partire dal caos.

L’obiettivo di questo blog è di riflettere sul ruolo chiave che la complessità ha avuto nel definire i fenomeni naturali, sociali e culturali, a partire dalla nascita della vita e dall’emergenza dell’intelligenza, fino all’affermazione del commercio, dell’arte e della tecnologia.
Inoltre mi propongo di segnalare opere attinenti a questi argomenti, che siano saggi o romanzi, film, documentari e perché no, spettacoli teatrali, performance multimediali, musica. Arte e scienza, pur intraprendendo strade opposte, nascono da istinti simili: scoperta, costruzione, curiosità. Ed entrambe sanno essere assai vertiginose.
Non mancherà la filosofia, in particolare l’etica. Oramai scienza e filosofia sono indissolubilmente legate, i loro domini si accavallano, i loro strumenti si confondono. Il problema mente/corpo non viene affrontato solo da neuroscienziati, ma da psicologi, filosofi cognitivi e informatici. Il darwinismo è oramai una realtà con cui qualsiasi disciplina deve fare i conti, e il darwinismo è in certo senso una declinazione della teoria della complessità.

Tutto ciò con la maggior umiltà possibile. Sono solo un ragazzo che ha letto una gran quantità di divulgazione scientifica e sta cercando di organizzare un pensiero coerente sul mondo naturale e sociale. Sono convinto che il confronto, il dialogo e la cooperazione siano stati – e siano ancora – i propulsori fondamentali dell’innovazione, del progresso e della prosperità. Per cui ogni consiglio o parere è ben accetto. Ray Bradbury diceva “accept rejection and reject acceptance”. Io accetto sia le critiche che i complimenti.

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